Da appassionato di fantascienza e cyberpunk (e da nerd irrecuperabile) ammetto di non aver mai avuto un forte fetish per le tecnologie strabilianti, quanto per come esse si “interfacciano” con l’essere umano, per come ne modificano le abitudini, per come si innestano sui bias e i difetti congeniti di una specie come la nostra, che maneggia tecnologie futuristiche ma che ha emozioni, bias e reazioni istintive pilotate inconsapevolmente da un cervello che funziona esattamente come funzionava quando Madre Natura lo ha progettato per farci sopravvivere, scopare e riprodurre ai tempi delle caverne, e vincere la competizione genetica con l’Homo Sapiens Neanderthalensis.
Che fondamentalmente è il motivo per cui il nostro misero cervellino umano è praticamente indifeso davanti al marketing (commerciale e politico), ai fuffaguru, ai truffatori, al condizionamento di consumi e comportamenti sociali tramite algoritmi, e ai manipolatori sentimentali tossici.
E che è anche la ricetta ideale per la prossima estinzione di massa, a mio parere, ma non divaghiamo.
Recentemente ha fatto molto scalpore il fatto che Anthropic (sviluppatori e proprietari di Claude AI, una delle AI più popolari tra scrittori e professionisti che mirano a testi che sembrino scritti da esseri umani) si siano visti non solo stracciare un contratto da 200mln di dollari col Pentagono (poca roba visto il fatturato mondiale di Anthropic), ma soprattutto inserire nella lista dei “fornitori pericolosi per la sicurezza nazionale” degli USA, e di conseguenza colpiti da un ban che impone a tutte le autorità e uffici federali di cessare qualunque utilizzo degli strumenti prodotti da quel fornitore.
In pratica, Anthropic (società statunitense con sede a San Francisco, California) è equiparata a Huawei cinese.
Cos’è successo? Prima che qualche entusiasta innalzi la bandiera di Anthropic come paladini della libertà, della pace e dei diritti civili, ricordo che Anthropic veniva già usato da Palantir, l’infrastruttura AI utilizzata dalla famigerata polizia parallela anti-immigrazione voluta dall’amministrazione Trump, l’ICE.
E che l’AI di Anthropic è già stata usata in modo massiccio in ambito militare, per pianificare e attuare le operazioni militari contro il Venezuela di Maduro.
Quindi non è che parlando di Anthropic parliamo esattamente di Save the Children, dell’UNICEF, di Human Rights Watch o di Medici Senza Frontiere, eh?
Anthropic aveva chiesto al Pentagono di mettere nero su bianco due sole cose, che preservassero le policy “etiche” di utilizzo della loro AI:
1) Il divieto di utilizzarla per sorveglianza di massa arbitraria dei cittadini americani senza un mandato legale da un’autorità giudiziaria (europei, asiatici, africani, americani non statunitensi… chissenefutt! noi miserabili non statunitensi siamo fregati a prescindere, e nessuno dei colossi AI made in USA si fa problemi a sorvegliare noi senza un mandato giudiziario)
2) Il divieto di usarla per lo sviluppo di kill-chain militari completamente automatizzate, con richiesta che almeno da qualche parte resti una decisione umana prima che il dispositivo decida autonomamente di colpire e uccidere un bersaglio umano (tradotto: uso militare dell’AI di Anthropic? sì. Uso dell’AI di Anthropic per assassinii mirati? Sì. Purché sotto controllo umano, evviva l’etica superiore di Anthropic)
Il Pentagono ha risposto “ciucciamelo!”. Anthropic lo ha considerato una violazione delle sue policy etiche, e si è rifiutata di continuare a fornire supporto, perdendo il “bruscolino” di contratto da 200 mln di dollari.
Risposta dell’amministrazione Trump, nella figura del “segretario della guerra”: Anthropic blacklistata e inserita fra i fornitori pericolosi per la sicurezza nazionale appellandosi al supply chain risk.
E poi la chicca. Arriva OpenAI (ChatGPT) e con una mossa da quei predatori e squali che sono, fanno man bassa dei contratti militari, annunciando che a loro va benissimo quello che ad Anthropic non andava bene. Ossia OK anche alla sorveglianza di massa degli americani, OK all’uso di OpenAI per kill-chain non necessariamente supervisionate da umani che si prendono la responsabilità del kill.
Primo risultato: termini di utilizzo e guardrail etici di ChatGPT già fumosi (poi fanno la morale sulla poca trasparenza di DeepSeek o di Grok) resi ancora più labili e aleatori. Si nascondono dietro la parola “consapevolmente” e dietro la formula degli “usi previsti dalla legge“.
Ossia: se fai sorveglianza di massa arbitraria “consapevolmente” non va bene. Se lo fai, toh, per caso, “inconsapevolmente“, tutto ok.
Se “inconsapevolmente” ti dimentichi di inserire uno step umano nella tua kill-chain militare, o se gli “usi previsti dalla legge” includono che una AI possa decidere senza alcuna assunzione di responsabilità umana di brasare con una bomba una scuola con dentro 180 ragazzine, tutto ok, purchè tu lo faccia “inconsapevolmente” e “nei termini previsti dalla legge” (poi non ditemi che non ci meritiamo l’estinzione di massa).
Tutto nel solito stile fumoso tipico di Sam Altman e OpenAI quando c’è di mezzo il vil danaro, insomma:
- Assistente AI che valica certi limiti spicy e turba le coscienze e la morale dell’utenza, esponendola a “contenuti controversi”? Male, male, male! → Aggiungiamo restrizioni su restrizioni, contro i contenuti pericolosi, sessualmente espliciti o moralmente discutibili.
- Assistente AI usato per sorveglianza di massa extragiudiziaria e killchain senza supervisione umana (purchè inconsapevolmente)? Buono, fico, facciamolo! Perchè porta contratti col Pentagono e frega fette di mercato a un concorrente → Allentiamo tutti i guardrail di sicurezza del LLM in modo che possa fare lo sporco e sanguinoso lavoro che è pagato per fare.
Delizioso. Pecunia non olet e viva la “tecnologia neutra”.
Il tutto, nello stile sociopatico e ad empatia zero ormai abituale per quella generazione agghiacciante di nerd dissociati, seduti in cima a montagne inimmaginabili di denaro (e di potere implicito nel condizionare comportamenti sociali e cultura), da Zuckerberg in poi. E le poche volte che questi nerd dissociati vengono posti di fronte alle loro responsabilità materiali e sociali, farfugliano catatonici, come se qualcuno li avesse appena risvegliati per dispetto da un trip psichedelico in una dimensione parallela. Ma perchè, ehi, cos’abbiamo fatto di sbagliato?
Il male non si augura a nessuno, ma quando (non “se”) l’estinzione di massa arriverà, personalmente spero che cominci da loro.
Secondo risultato: si dimette all’istante un pezzo grosso del management (comparto robotica) di OpenAI, con un comunicato che parla di affare concluso oltrepassando vincoli di salvaguardia che avrebbero dovuto essere approfonditi meglio, prima di accettare simili contratti. Non servono i sottotitoli e la traduzione stupid proof, vero?
Terzo risultato: figuraccia globale del management di OpenAI, fra chi non guarda solo ai dividendi azionari del mercato delle IA e presso chi ancora fa finta di credere che nel mercato esista l’etica, o che l’etica abbia un qualsiasi peso reale nelle decisioni quando in ballo ci sono profitti miliardari e interessi geopolitici.
Sam Altman prova a metterci una pezza, ma probabilmente ottiene solo di peggiorare ulteriormente la percezione di squallore, autocriticandosi per l’operazione commerciale e di immagine “opportunistic and sloppy” (opportunistica e sciatta) ma guardandosi bene dall’entrare nel merito dei risvolti etici della scelta di OpenAI, e meno che mai dal rinunciare ai contratti appena sfilati dal portafoglio del competitor Anthropic: tipica operazione da CEO, scusarsi per le forme e per l’operazione di immagine condotta male, non per la sostanza dell’operazione.
E intanto i contratti militari li hai intascati, quindi… azionisti contenti, fanbase sensibile rassicurata dall’autocritica ipocrita di facciata, e missione compiuta. E un’ulteriore linea rossa valicata, come precedente per il futuro.
Quarto risultato: arriva il colpo di coda e il ritorno in grande stile della cancel culture in salsa progressista woke, e parte la commovente campagna di boicottaggio al grido di “quit GPT”. Oltre due milioni e mezzo di disinstallazioni e di cancellazioni di abbonamenti a ChatGPT in pochi giorni, crescita esponenziale delle recensioni negative a una stella sugli app store, e crescita esponenziale dei download e degli abbonamenti all’AI di Anthropic, Claude AI (che nel frattempo, con tutti i suoi “vincoli etici”, funziona tutt’ora da motore per le attività da squadristi fascistoidi dell’ICE tramite Palantir). Sempre fulmini del discernimento e presenti sul pezzo, i progressisti di stampo woke. Adorabili ^__^
Quinto risultato: Anthropic risponde intentando due cause federali al governo americano e appellandosi al Primo Emendamento.
Chicca finale immancabile: Trump ci mette il carico da novanta, e su Truth accusa quelli di Anthropic (recap: quelli che forniscono a Palantir l’infrastruttura AI per le attività da squadracce fasciste dell’ICE) di essere “segaioli woke sinistrorsi”, col risultato che i segaioli woke sinistrorsi (quelli veri e in carne ed ossa) ci cascano come tonni, e si sentono in dovere di adottare Anthropic (sì, sempre quelli che forniscono l’infrastruttura AI alle squadracce dell’ICE) come nuova bandiera della difesa di libertà, della pace e diritti civili.
L’America è sempre un paese meraviglioso, sia sponda MAGA che sponda woke.
Scusate la digressione “filosofica” sul fatto che nell’ambito di questi colossi, dal punto di vista di etica e trasparenza, in realtà non se ne salva nessuno: come si suol dire, “il più pulito c’ha la rogna”, specie quando pretende (nell’accezione inglese del verbo to pretend: atteggiarsi, fingere) di agire sul mercato in modo eticamente responsabile.
Il che ci riporta all’affascinante prospettiva dell’estinzione di massa che ci stiamo cucinando con le nostre stesse mani.
ps: nuntio vobis gaudium magnum, ho annullato anch’io l’abbonamento a ChatGPT pro. Non tanto per questa ennesima goccia nel vaso, men che meno per l’idiotissima campagna “quit GPT – Adopt Claude!“… quanto perchè onestamente non ne potevo più di una serie di “guardrail” etici che, anche a mettergli tutte le istruzioni personalizzate del caso, agiscono sempre sotto traccia e in modo solo più subdolo e difficile da individuare.
E no, non sono passato a Claude. Sono passato direttamente al lato oscuro della Forza, di quel simpaticone col tic al braccio destro e che vaneggia di terraformare Marte sciogliendone i poli ghiacciati con le testate termonucleari (non serve fare i disegnini per capire di chi sto parlando, vero?).
E in aggiunta continuerò ad utilizzare anche l’eccellente e gratuito DeepSeek (tanto non devo chiedergli di spiegarmi la politica estera cinese, nè dargli in pasto dati sensibili o a rischio di concorrenza commerciale internazionale)… o per lo meno continuerò a farlo fintanto che il MinCulPop, pardon, il Ministero della Verità, a Bruxelles, non deciderà che noi poveri europei siamo troppo indifesi ed esposti alla propaganda del feroce nemico eurasiano e che è necessario “proteggerci” anche dalla balena blu cinese.
Se proprio devo (pagare) scegliere, tra l’ipocrita che mi nasconde nell’assistente un Alessandro Manzoni versione XXI secolo camuffato da LLM, che ogni due per tre si sente in dovere di suggerirmi di rendere il personaggio PoV di cui sto scrivendo più “relatable” , di smussarlo, anestetizzarlo e renderlo più “safe” come se fosse un personaggio da far digerire al pubblico medio di Netflix, e il bastardo che dice cose orribili ogni volta che apre bocca per parlare del genere umano ma che mi lascia più libertà operativa, preferisco il secondo.
Se ho libertà operativa posso pensarci io a vigilare con tutti e due gli occhi aperti, escludere certe inferenze indesiderate e restringere il campo delle “libertà” che concedo al LLM.
Se il campo ce l’ho già ristretto a monte e le inferenze indesiderate sono hardcoded nei vincoli “etici” del modello, me lo scordo: posso “personalizzare” quanto mi pare ma sempre contro un muro (anzi, contro un guardrail) vado a sbattere.
Con buona pace di chi vende corsi di formazione su “come usare le AI per scrittori professionisti” e poi esordisce consigliando prompt in cui chiedere gentilmente a GPT (o a un qualsiasi altro LLM commerciale) di “disattivare i suoi bias culturali” (giuro, non sto inventando), di ignorare le sue policy interne (rido) e chiude il prompt chiedendo a GPT di confermargli se ha capito o no prima di procedere (rido ancora più forte: mai sentito parlare di “sicofanzia by design degli LLM“?).
A chi volesse approfondire (gratis) tutto quello che gira attorno alle AI, non solo come usarle per fare brainstorming, tirare fuori delle sinossi, fare il controllo grammaticale di un testo, farvi dire che avete scritto potenzialmente il bestseller del secolo correggendo gli errori di ortografia di un vostro vecchio tema delle elementari, pianificarvi la campagna di lancio su KDP o per automatizzarvi le email, consiglio il canale youtube di Matteo Flora (Ciao Internet), che almeno sa di cosa parla, a differenza di certi venditori di fuffa corsi di formazione per scrittori.
https://www.youtube.com/@MgpF
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